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Blocco licenziamenti e rinvio cartelle esattoriali: nuovo decreto per evitare il termine del 1° luglio

Rinvio (ulteriore) delle cartelle esattoriali e prolungare la Cig Covid per i settori in crisi. Il governo sta lavorando a un nuovo decreto per spostare il termine per l’invio delle cartelle e per prolungare la cig Covid per alcuni settori in crisi, come il tessile, legandola al blocco dei licenziamenti. La notizia filtra da fonti ministeriali.

Legge Sabatini per rinnovare i macchinari delle pmi

Nel decreto legge (dl) dovrebbe rientrare anche il rifinanziamento della nuova legge Sabatini, che dispone l’incentivo per le piccole e medie imprese che devono rinnovare macchinari e attrezzature (come previsto dalla legge di bilancio 2021 a partire dal mese di gennaio il contributo viene erogato in un’unica soluzione indipendentemente dall’importo del finanziamento deliberato). Le domande vanno presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari, ma le risorse sono esaurite e lo sportello per le domande si è chiuso il 2 giugno.

Il limite del 1° luglio

Allo stato attuale, il pagamento delle cartelle esattoriali, più volte rinviato nel corso degli ultimi 16 mesi, è sospeso fino al 1° luglio 2021, così come è stato prorogato il blocco dei licenziamenti, che impedisce alle aziende di mandare a casa i dipendenti (che però beneficiano della Cig Covid). Il provvedimento avrebbe un valore di 3 miliardi di euro e dovrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana per evitare che il primo luglio ripartano licenziamenti e cartelle.

Landini: evitare rotture sociali, no a sblocco licenziamenti

I sindacati, nei mesi scorsi , non hanno mai nascosto la contrarietà allo «sblocco» dei licenziamenti. Il leader della Cgil, Maurizio Landini, nelle ultime ore ha ribadito il no: «Sarebbe molto importante fare in modo che l’utilizzo degli strumenti alternativi ai licenziamenti diventi un elemento di priorità, quindi, evitare una rottura sociale, perché vorrei far notare che non siamo ancora fuori dalla pandemia. Credo che non abbiamo bisogno oggi di ulteriori rotture sociali». Landini ha parlato giovedì intervenendo poco dopo il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, a un confronto organizzato dall’ufficio a Roma del Parlamento Europeo e della Commissione Ue sul «piano di azione del pilastro europeo dei diritti sociali». Il segretario generale della Cgil ha sottolineato che sarebbe necessario evitare che «dal primo luglio, cioè dalla prossima settimana, persone che possono essere licenziate. Tanto più perché che il ministro ha ricordato le imprese possono avere la cassa integrazione a zero costi».

La riforma degli ammortizzatori sociali

Quanto invece alla riforma degli ammortizzatori sociali «sappiamo che c’è una discussione da fare, stiamo attendendo di essere convocati dal governo», ha aggiunto Landini: «Credo che bisogna lavorare perché questi strumenti diventino alternativi al ricorso al licenziamento perché il ruolo degli ammortizzatori sociali, di una riforma degli ammortizzatori sociali, credo debba essere proprio quello di introdurre una strumentazione che permetta di gestire anche processi di riorganizzazione, di transizione, senza bisogno di arrivare a licenziare le persone»; devono «essere in grado di creare lavoro e di favorire anche ricollocazioni».

Le forze politiche contrarie allo «sblocco», M5S: governo dia risposte

«Sabato i lavoratori scenderanno in piazza per chiedere al governo una risposta alla richiesta di proroga del blocco dei licenziamenti, che verrà meno tra 5 giorni, per evitare rotture sociali. Siamo molto preoccupati per lo scenario che potrebbe configurarsi. E per questo torniamo a chiedere un’assunzione di responsabilità a tutte le forze politiche presenti in Parlamento e al governo. Vanno date risposte e vanno date subito», è la nota dei senatori del Movimento 5 Stelle in commissione Lavoro di palazzo Madama, che esprimono «dubbi e perplessità sull’ipotesi di proroga selettiva della misura». «Il rischio, se dovesse concretizzarsi questa opzione – osservano -, è alimentare un apparato di tutele a due velocità, che in piena pandemia ha dimostrato tutta la sua fragilità e che spiega l’urgenza di arrivare a una riforma degli ammortizzatori sociali improntata al principio dell’universalità della prestazioni. Occorre puntare, a nostro avviso, su tutele omogenee ancora per un paio di mesi, data l’eccezionalità della crisi che stiamo attraversando». L’idea dei 5 Stelle , come indicato nella proposta di emendamento al dl Sostegni bis formulata alla Camera dal M5S, è di introdurre la cassa Covid-19 gratuita a cui agganciare il blocco dei licenziamenti fino al 1° settembre.

Leu: tempo sta per scadere

«Il tempo sta per scadere. Mancano pochi giorni alla fine del blocco dei licenziamenti, il 30 giugno, e se non si troverà subito un soluzione tra meno di una settimana ci troveremo di fronte a un’ondata di licenziamenti – dichiara la capogruppo di Leu, Loredana De Petris – Alcune aziende, come la Whirlpool a Napoli, hanno già inviato le lettere di licenziamento a partire dal primo luglio. Bisogna impedire che la slavina parta, altrimenti sarà poi impossibile fermarla, ed è compito del governo farlo ora cercando e trovando un pieno accordo con i sindacati. Per il governo e per la politica questa deve essere una priorità assoluta, come la lotta contro la pandemia e la ripartenza».

Source

“https://www.corriere.it/economia/lavoro/21_giugno_25/blocco-licenziamenti-selettivo-rinvio-cartelle-esattoriali-nuovo-decreto-evitare-termine-1-luglio-f7d1fa72-d59c-11eb-92c5-338927e361b4.shtml”
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